mantenere dieta a natale

Dieta a Natale? I 5 consigli del nutrizionista

Le feste si avvicinano insieme ai lunghi pranzi e alle abbondanti cene: uno scenario critico per tutti quelli che si sono impegnati con sacrificio a perdere peso nei mesi precedenti. In realtà non c’è nulla da temere, secondo gli specialisti in Nutrizione e Alimentazione del nostro Poliambulatorio medico la vera adeguatezza e i veri risultati di una dieta si misurano nel lungo periodo” (e non su un singolo pasto come quello di Natale o di Capodanno). Ecco qui i cinque consigli dei nostri nutrizionisti.

1. Tutti mangiano e io no, niente di più sbagliato! La privazione tipica di diete restrittive comporta una serie di reazioni psico-fisiche che potrebbero portare ad un innesco di fame compulsiva. Mettere un momento in stand-by la propria dieta per qualche giorno, non vanifica assolutamente il lavoro fatto nei mesi precedenti. Al contrario: cercare di imporsi il digiuno durante i pranzi festivi, non fa che peggiorare il rapporto con il cibo nel medio-lungo termine.

2. Grande varietà, ma piccole quantità. I nostri nutrizionisti ci raccomandano di mangiare tutto, ricordandoci di non esagerare mai con le porzioni. Un trucco per tenere d’occhio le giuste quantità da mangiare, è mettere nel piatto tutto quello che mangerete, senza chiedere bis! Durante gli antipasti o i buffet riempite i piatti una sola volta, cercando di non scegliere solo carboidrati o alimenti visibilmente molto grassi.

3. Anche l’occhio vuole la sua parte: psicologicamente un piatto molto ampio, riempito solo per metà, viene percepito come misero e non soddisfacente. Se state organizzando un pranzo, optate per piatti piani, piccoli e colorati; se invece siete ospiti e non potete scegliere la misura del vostro piatto, cercate di abbondare con i contorni salutari (come insalate e verdure) per dare volume alla porzione. Cominciate al contrario, riempiendo il piatto di contorni a base di verdura e solo dopo servirvi con il piatto principale.

4. Di più va bene, ma fermi con i dolci: concedersi un momento di pausa dalle diete, non è né grave né pericoloso per la salute. Ma ciò che i nutrizionisti del Poliambulatorio Pugliasalute raccomandano calorosamente, è di non esagerare con i dolci. Ingerire quantità elevate di zucchero (ben superiori a quelle quotidianamente consentite) è fortemente sconsigliato, sia durante che dopo le feste, in quanto abusarne può innescare problemi di iperglicemia o disturbi metabolici.

5. Non interrompete gli allenamenti. Approfittate dei giorni liberi per concedervi una passeggiata insieme ad amici e parenti, magari coinvolgendoli a smaltire tutti insieme il pranzo appena condiviso!

Visite nutrizionistiche – Pugliasalute Poliambulatorio Medico

Medicina-interna-bari

Medicina Interna a Bari: esami e servizi

La medicina interna è una branca interdisciplinare della medicina, che si occupa della diagnosi e della terapia non chirurgica di organi e sistemi interni. Il medico specializzato in questo settore fornisce una diagnosi di carattere generale, indirizzando il paziente sulle azioni specifiche da eseguire o quali terapie farmacologiche assumere. Solitamente il paziente si rivolge al medico internista quando ha bisogno di una valutazione globale del proprio stato psicofisico, che comprende organi come il fegato, cuore, polmoni, intestino, reni, sistema immunitario e sanguigno.

All ’interno del nostro Poliambulatorio medico a Bari, potrete effettuare in tempi brevissimi e con i medici più esperti, i seguenti esami:

  • Ecointerventistica dei noduli tiroidei, mammari, cutanei e sottocutanei, cisti: una sezione diagnostica che avviene attraverso l’uso di ago biopsie eco-guidate;
  • Visita di otorinolaringoiatra: ha l’obiettivo di individuare patologie a carico di orecchie, naso, gola e di altre strutture collegate al distretto testa-collo;
  • Ecografia della mammella: utile per identificare noduli solidi o cistici;
  • Ecografia testicolare: un esame in grado di studiare la morfologia e la volumetria dei testicoli e di individuare eventuali patologie come il varicocele, lo spermatocele o lesioni testicolari;
  • Ecografia delle tumefazioni delle parti molli: si effettua per indagare sui linfonodi benigni o neoplastici a carico di zone inguinali, ascellari e del collo e per identificare la presenza di ernie;
  • Ecografia della prostata transrettale: è un esame diagnostico finalizzato alla visione indiretta di questa ghiandola, utile anche per individuare precocemente un tumore;
  • Visita angiologica: attraverso la quale il medico prende in cura i pazienti affetti da malattie vascolari diagnosticate, o cerca di prevenire quelle non ancora evidenti;
  • Ecocolordoppler ed ecografia delle stazioni linfonodali: un esame utile per il riscontro di linfonodi ingrossati a livello ascellare, sottomandibolare, latero-cervicale, inguinali ed addominali;
  • Ecografia dermatologica cute e sottocute: è un tipo di indagine che analizza gli strati della cute e il loro spessore. Viene eseguito in presenza di ascessi, cisti, noduli.
  • Ecografia delle ghiandole salivari: indicato quando il paziente accusa dolore in quella zona, in presenza di una tumefazione o solitamente prescritta dallo specialista in caso di sospetto di una patologia in corso;
  • Ecocolordoppler ed ecografia della tiroide: è una tecnica diagnostica in grado di fornire un’immagine a colori della morfologia della tiroide, diagnosticando eventuali lesioni, noduli, tiroiditi, sindrome del gozzo diffuso e nei sospetti di iper e ipo tiroidismo;
  • Ecografia addome completo o superiore: un esame che va ad indagare su organi come fegato, reni, pancreas, milza, vescica e prostata;
  • Ecocolordoppler arterioso o venoso arti superiori o inferiori: è in grado di fornire un’immagine a colori, permettendo di individuare la presenza di aneurismi, occlusioni, restringimenti, trombi o ulcere;
  • Ecografia del collo:permette di valutare la morfologia di tutte le strutture superficiali del collo e quindi di evidenziare le principali patologie a carico di linfonodi, tiroide, ghiandole salivari, muscoli e tessuti superficiali;
  • Ecografia cardiaca, nefrologica, urologica, ginecologica ecc.: strumenti diagnostici molto importanti per valutare lo stato di salute dei propri organi e della presenza di eventuali anomalie;
  • Holter pressorio: è una tecnica di monitoraggio della pressione sanguigna che si effettua nell’arco delle ventiquattro ore di una giornata;
  • Esami specifici di spirometria: è utile per analizzare la funzione dei polmoni, in particolare il volume e la velocità con cui l’aria può essere inspirata o espirata dal paziente.
  • Ecocolordoppler aorta addominale: consente di valutarne la parete arteriosa, la presenza di placche di grasso e di calcio o di trombi di dilatazioni aneurismatiche;
  • Ecocolordoppler arterie renali: nello specifico ha lo scopo di individuare l’eventuale presenza di placche nei vasi che possono ridurre le funzioni principali del rene;
  • Ecocolordoppler arterioso o venoso arti inferiori: è un esame che rileva le modificazioni e le caratteristiche dei principali vasi sanguigni (vene, arterie). Serve a diagnosticare restringimenti (stenosi) o dilatazioni (aneurismi).

Per info e prenotazioni siamo a vostra disposizione. Puoi contattarci chiamando 080 5537823 oppure inviaci una mail segreteria@pugliasalute.it

Scopri di più su visite, esami e servizi disponibili nel nostro poliambulatorio medico a Bari:
Medicina interna
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Nutrizione ed Alimentazione
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Medicina Estetica

 

aids

Aids: come prevenire il contagio

In occasione della giornata mondiale contro l’AIDS, il nostro poliambulatorio medico si impegna nella diffusione delle buone pratiche per prevenire e affrontare il contagio. Oltre novantamila italiani convivono con l’HIV, altri 30mila hanno contratto l’infezione, ma non ne sono consapevoli.

I sintomi dell’AIDS si manifestano tardi, pertanto la prevenzione risulta essere la chiave fondamentale per fronteggiare questa malattia.

Cosa è l’AIDS?
L’AIDS (Sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia letale causata dal virus HIV (Virus dell’immunodeficienza umana), che indebolisce il sistema immunitario ostacolando le funzioni di difesa del nostro organismo contro qualsiasi malattia infettiva.

Non tutte le persone affette da HIV contraggono l’AIDS.

Quando si viene contagiati infatti, il virus vive e si riproduce all’interno del nostro corpo in maniera latente, spesso asintomatica, rimanendo in silenzio per mesi o anni. In questo stadio, il soggetto affetto da HIV si dice sieropositivo, non manifesta l’AIDS, ma può trasmettere il virus e la malattia da esso generata ad altre persone.

Come si trasmette il virus HIV?
L’infezione da HIV si trasmette attraverso contatto sessuale (tramite rapporti vaginali, anali, oro-genitali non protetti dal preservativo) o attraverso il contatto diretto con sangue infetto (ad esempio utilizzando siringhe o strumenti contaminati).

Quali sono le tecniche di prevenzione?

1 – Il preservativo è l’unica arma che ci consente di avere rapporti sessuali sicuri, proteggendo il nostro organismo da tutte le infezioni sessualmente trasmissibili.

Usare il preservativo in maniera corretta significa indossarlo per tutta la durata del rapporto, senza che si rompa o si sfili. Ricordiamo come i contraccettivi femminili, insieme alla pratica del coito interrotto, non proteggono in nessun modo dalla trasmissione dell’HIV.

2 – Nel caso in cui doveste trovarvi a contatto diretto con del sangue, è sempre consigliato utilizzare dei guanti protettivi. È anche buona norma igienica non condividere oggetti di stretto uso personale indipendentemente dalla conoscenza dello stato di sieropositività dell’altra persona.

3 – Per chi invece avesse già contratto il virus dell’HIV o sospetta il contagio, è consigliabile consultare un medico, effettuare le analisi e procedere con delle cure se necessarie, prestando molta attenzione ad avere rapporti sessuali protetti. I soggetti sieropositivi infatti, pur non manifestando l’AIDS, possono trasmettere la patologia, mettendo a rischio la vita del partner e la propria.

Nessun allarmismo:
L’’HIV non si trasmette con la frequentazione di luoghi comuni come palestre, piscine, scuole, ristoranti e mezzi di trasporto, né con lo scambio di saliva. L’infezione si trasmette solo attraverso rapporti sessuali o con un contatto diretto tra ferite aperte e profonde. Nel caso in cui del sangue infetto dovesse venire a contatto con la pelle integra, non vi è alcun rischio di contrarre l’HIV.

Se sospettate di aver avuto rapporti sessuali non sicuri e non protetti correttamente, è consigliato rivolgersi a un medico ed effettuare i controlli necessari.

Il virus da HIV può essere curato, l’AIDS no. Prendiamoci cura di noi e di chi ci circonda, diciamo si al sesso protetto.

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Osteoporosi, dopo la menopausa le donne sono più a rischio

L’osteoporosi è una malattia delle ossa molto comune che comporta l’infragilimento dello scheletro dovuto alla diminuzione della massa ossea. In poche parole le nostre ossa perdono il contenuto minerale di cui sono composte, soprattutto il Calcio, e si deteriorano aumentando il rischio di fratture.

Quali sono i sintomi dell’osteoporosi?

Ci sono alcuni segnali da non trascurare che potrebbero essere spia dell’osteoporosi: mal di schiena, che potrebbe essere causato dalla frattura di una vertebra, fratture causate anche da traumi lievi, postura curva e diminuzione della statura. Questi però sono segnali che denunciano uno stadio già avanzato della patologia, per questo è opportuna non solo la prevenzione, ma degli esami specifici da eseguire in fasce d’età e circostanze che chiariremo più sotto.

Come prevenire l’osteoporosi?

I consigli per prevenire l’osteoporosi partono da quelli più semplici, che tutti dovrebbero osservare per condurre una vita più sana e tenere lontano molte malattie. Se quindi è molto utile l’attività fisica associata  all’eliminazione di fumo e alcol, anche una dieta corretta sarà determinante per ridurre il rischio di fratture e della patologia stessa. Vitamina D e Calcio devono essere un ingrediente importante della dieta, sempre in equilibrio con un corretto apporto di proteine, carboidrati e lipidi. L’osteoporosi si manifesta in tarda età e proprio nei soggetti che hanno superato i 60 anni è riscontrata non solo una carenza di calcio, che comunque è rivelata in tutta la popolazione, non sufficientemente introdotto nell’organismo, ma anche una scarsa esposizione ai raggi solari, determinanti per la produzione di vitamina D. Di conseguenza aumenta il rischio di ammalarsi di osteoporosi, così come quello di procurarsi fratture, anche gravi. Gli integratori e i supplementi di calcio e vitamina D oltre che a compensarne la mancanza, sono anche un valido aiuto a tenere lontana l’osteoporosi, ma ricordate sempre di farvi consigliare eventuali dosaggi da un medico che terrà conto della vostro stato di salute generale.

A quale esame devo sottopormi per sapere se soffro di osteoporosi?

L’esame diagnostico in grado di diagnosticare l’osteoporosi è la “Densitometria Ossea”, utile a misurare la massa ossea cioè a calcolare le quantità di calcio, fluoro, fosforo e magnesio presenti nel nostro apparato scheletrico, gli stessi minerali che ne determinano rigidità, resistenza e durezza. Questo esame di solito viene eseguito sulla colonna vertebrale e sul femore, ma può essere esteso a tutto lo scheletro. Le nuove tecnologie come il densitometro osseo Prodigy Primo della GE Healthcare, considerato gold standard per questo tipo di esame, non solo garantisce estrema precisione e affidabilità del risultato, ma emette radiazioni minime, inferiori a quelle di una normale radiografia.

Quali sono i soggetti più a rischio di osteoporosi?

Questa patologia colpisce particolarmente le donne che si ammalano con una percentuale maggiore di 3-4 volte rispetto agli uomini. Nello specifico i soggetti femminili più a rischio sono le donne che hanno superato i 65 anni di età in menopausa da almeno 10 anni. Più in generale l’esame densitometrico è consigliato anche agli uomini che abbiano superato i 70 anni. Inoltre, le persone alle quali è consigliata una visita perché a rischio osteoporosi sono le donne raggiunte dalla menopausa precocemente, cioè in età inferiore ai 45 anni o le donne che hanno subito un intervento per asportare le ovaie durante il periodo fertile. A queste categorie si aggiungono soggetti affetti da carenze estrogeniche e carenze alimentari.

Clicca qui per maggiori informazioni e dattagli sull’esame densitometrico.

 

neurochirurgia

PugliaSalute apre alla Neurochirurgia, prenota la tua visita per il 18 dicembre

Un fastidioso mal di schiena o dei continui dolori lombari possono non essere semplicemente causati da posture scorrette o dai cambi di stagione. Questi e molti altri sintomi potrebbero essere rivelatori di patologie neurologiche che è bene diagnosticare per tempo e curare con le giuste tecniche all’avanguardia.

La neurochirurgia non è una parola difficile da cercare sul web, ma una branca della medicina che può curare ernie del disco, artrosi dorsale, sindrome del tunnel carpale, tutte patologie che il progresso della scienza ha reso più semplici da curare con interventi chirurgici sempre meno invasivi e sempre più sicuri. I disturbi appena citati sono più comuni di quanto si pensi e affliggono un gran numero di persone, per questo PugliaSalute ha voluto incrementare ulteriormente il ventaglio di specialisti a disposizione dei pazienti inaugurando una nuova collaborazione con il Gruppo NSA, un team di neurochirurghi specializzati che oltre ad essere tra i migliori specialisti del settore sposa in pieno la nostra filosofia, basata sull’accorciamento delle distanze tra medico e paziente, sostituendo quel divario con un rapporto umano che va al di là del rapporto professionale.

Noi partiamo proprio da qui e per questo il 18 dicembre inaugureremo il nuovo ambulatorio di neurochirurgia in cui il Gruppo NSA sarà lieto di accogliervi per una visita specialistica mettendo a disposizione non solo la propria esperienza, ma quella speciale visione del rapporto medico-paziente che ci accomuna.

filler pugliasalute

Correggere le rughe con il filler, affidarsi a un medico è l’unica soluzione

Quando il tuo nemico diventa lo specchio non c’è bisogno di abbattersi, le rughe sul tuo volto non sono irreparabili. La domanda che ti assilla, “Devo sottopormi a un intervento di chirurgia estetica per eliminare i segni del tempo?”, trova una facile risposta: no, e il rimedio è il filler. Ma prima di avventurarvi in questo mondo dovete assolutamente conoscere dei consigli che vi terranno alla larga da cattivi risultati e pericoli per la salute: la sicurezza per questo tipo di interventi è garantita solo da un medico che effettuerà il trattamento in un ambulatorio medico.

Prima di tutto scopriamo cos’è il filler e le modalità con le quali viene impiegato:

Il filler è composto da varie sostanze che vengono iniettate sotto la cute per riempire (filler significa proprio questo) i solchi delle rughe della vostra pelle. Una nuova giovinezza è possibile grazie a un procedimento non invasivo che spianerà rughe o cicatrici ridonandovi bellezza e fiducia in voi stessi.

Quali parti del viso posso ringiovanire grazie al filler:

– Fronte, mento e zigomi possono essere rimodellati nella forma e nel volume;

– Il contorno occhi e il contorno della bocca possono essere livellati e riempiti tornando all’aspetto di un tempo;

– I solchi naso-labiali possono essere corretti dagli inestetismi;

– Le labbra possono tornare ad avere un nuovo volume;

– Le cicatrici dell’acne giovanile possono essere colmate;

– Le rughe di espressione in generale posso essere corrette.

Il medico è l’unica figura professionale in grado di garantire assoluta sicurezza durante il trattamento.

Sottoporsi a un filler vuol dire sottoporsi a un trattamento di medicina estetica, diversa dalla chirurgia estetica in quanto non verrà utilizzato alcun bisturi sulla vostra pelle, che verrà invece sottoposta a piccole iniezioni. Eseguire una puntura sul vostro viso non è comunque un’azione alla portata di tutti. È importante quindi affidarsi alle mani di un medico, che sia un dermatologo, un chirurgo o un medico specializzato in medicina estetica. Il filler è un rimedio estetico, ma questo non vuol dire che la vostra salute può passare in secondo piano. Un medico sa dove eseguire le iniezioni, sa cosa fare nel caso in cui la pelle sottoposta a trattamento presenti reazioni allergiche e arrossamenti, sa che sostanze scadenti non possono essere iniettate in un paziente e conosce la profilassi da seguire.

Cosa contiene un filler

Prima di sapere cosa contiene un filler, bisogna sapere immediatamente cosa non deve mai essere iniettato nella vostra pelle: rifiutate sempre un filler che contiene silicone perché questo può causare danni permanenti, trombosi o cecità. La sostanza che viene iniettata per spianare le rughe è l’acido ialuronico, è importante sapere che il suo effetto non è permanente in quanto dopo un certo periodo di tempo viene metabolizzato dall’organismo. Ci sono diverse tipologie di acido che si differenziano tra loro proprio per i tempi di riassorbimento.

Affidarsi a un medico, ma essere comunque attenti alla procedura

Assodato che per sottoporsi a un trattamento di filler bisogna affidarsi a un medico specializzato, è necessario comunque tenere gli occhi aperti e richiedere alcune garanzie, per esempio il filler deve essere aperto in presenza del paziente, la sua confezione deve essere integra e non precedentemente manomessa. Prima di sottoporvi a una seduta chiedete sempre di vedere la scadenza del prodotto e il numero di lotto presente sulla scatola.

Tenete sempre bene a mente che la ricerca di una nuova giovinezza non deve prevalere sulla vostra salute, affidatevi a medici esperti, che sappiano affrontare eventuali problematiche posteriori al trattamento e che vi seguano passo dopo passo fino al raggiungimento degli effetti desiderati.

Per maggiori informazioni e costi puoi chiamarci direttamente a questo numero 080 5537823 oppure inviaci una mail segreteria@pugliasalute.it

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Calcoli renali, un disturbo comune da non trascurare

Un disturbo comune e molto doloroso, che spesso provoca molto spavento ma che raramente necessita un intervento chirurgico: la calcolosi renale è una patologia delle vie urinarie molto diffusa nel mondo che riguarda soprattutto gli uomini. Un calcolo è un piccolo frammento formato da cristalli di fosfati e urati che può avere dimensioni variabili, a partire dalla cosiddetta “renella”, che ha la consistenza della sabbia, fino a cristalli più grandi. Di solito quando questi superano i 5 mm possono causare forti dolori prima di essere espulsi. Non tutti i calcoli posso essere rilasciati con l’urina, ma anche quelli di dimensioni più grandi spesso sono eliminabili senza ricorrere alla chirurgia.

Come mi accorgo di avere i calcoli renali?

I calcoli renali possono essere definiti asintomatici in quanto si manifestano direttamente con le coliche, ovvero dolori acuti, che possono manifestarsi come crampi intensi e improvvisi, dovuti al calcolo che muovendosi tra le vie urinarie tende a bloccare il flusso dell’urina. Le zone interessate ai dolori corrispondono alla schiena, ai fianchi (nel punto in cui sono collocati i reni), al basso ventre e all’inguine.

calcoli renali puglia salute

I calcoli possono avere dimensioni variabili, e quelli più grandi possono causare la presenza di sangue nelle urine, questo è dovuto al passaggio del calcolo nell’uretere e poiché le pareti di quest’ultimo sono molto strette tenderanno a spingere il calcolo verso la vescica per espellerlo. Un calcolo molto vicino alla vescica può provocare bruciore durante la minzione, di cui possiamo sentire la necessità più spesso del normale, inoltre l’urina può risultare maleodorante e torbida. In alcuni casi è possibile provare un senso di nausea con conseguente vomito.

Ho i classici dolori attribuibili a una colica renale, che faccio?

In presenza dei dolori sopra descritti, e nel caso in cui questi siano accompagnati da brividi e febbre, è bene rivolgersi a un medico perché una diagnosi e trattamenti tardivi possono dare seguito a spiacevoli conseguenze come infezioni delle vie urinarie, ostruzione dell’uretere o danni e cicatrici a i reni, soprattutto se le cure tardano ad arrivare.

Una visita nefrologica è importante perché oltre a stabilire la funzionalità dei vostri reni può prevenire o curare un gran numero di patologie oltre alla calcolosi. Scopri qui tutti i dettagli per una visita specialistica completa.

asma

Asma bronchiale: se non ti curi, peggiora

Attacchi di tosse soprattutto al mattino o durante la notte, un respiro sibilante e il fiato corto possono essere sintomi dell’asma bronchiale, un’infezione cronica delle vie aeree, soprattutto dei bronchi che, resi ipersensibili, subiscono spasmi che rendono difficile la respirazione. A questo si aggiunge spesso un gonfiore delle vie aeree e un aumento della secrezione di muco, di una consistenza più densa del normale. Ovviamente non sempre questi sintomi sono segnali di un’asma effettiva, come pure la mancanza di uno di questi non vuol dire che non siamo affetti da asma bronchiale.

È bene dunque, rivolgersi sempre ad un medico che effettuerà gli opportuni accertamenti prima di diagnosticare questa patologia. Uno degli esami più comuni per individuare eventuali malattie respiratorie è la “spirometria”, altrimenti detta “prova di funzionalità respiratoria”, una metodologia di indagine medica indolore e non invasiva in grado di misurare i diversi volumi polmonari, capace di osservare oggettivamente lo stato di salute dei vostri bronchi e utile a prescrivere un’eventuale terapia. L’esame spirometrico è fondamentale anche durante il corso della terapia, per valutare se questa si sta rivelando efficace ed è essenziale per la scoperta di molte patologie oltre l’asma, quali polmonite, enfisema, bronchite e broncopneumopatia oppure è indicata tra gli esami più importanti nella medicina sportiva, per determinare l’idoneità a una certa attività fisica o per completare il quadro clinico di un paziente che deve sottoporsi a un intervento chirurgico.

Tornando all’asma, è importante che questa venga riconosciuta come tale per tempo e che non venga trascurata, in qualità di patologia cronica questa può essere in principio accusata in forma lieve e gradualmente diventare grave. Oltre all’esame spirometrico il vostro medico potrebbe farvi sottoporre ai test allergologici, per stabilire se siete affetti da asma o da un’altra patologia e nel caso dell’asma, se questa possa avere una natura allergica.

Ricordate sempre di non diagnosticarvi da soli un’asma bronchiale e soprattutto non iniziate alcuna terapia senza il consenso del medico, competerà esclusivamente a lui una diagnosi e stabilire le cure da seguire, che potranno corrispondere a due terapie diverse, una per alleviare i sintomi come la tosse, e una per evitare che la vostra asma possa aggravarsi nel tempo.

Per ogni altra informazione sulle opportune visite da eseguire potete trovare qui tutte le indicazioni.

bruciori di stomaco

Bruciori di stomaco? Consigli per alleviare i fastidi

Spesso capita di dover rinunciare ad alcuni cibi per paura di incorrere in forti bruciori di stomaco; altre volte invece il reflusso dovuto alla gastrite arriva proprio nei momenti meno opportuni.
Come fare per attenuare in poche e semplici mosse i sintomi di questo disturbo?

1 – Alimentazione

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella battaglia contro il bruciore di stomaco e il reflusso: tutto accade nello stomaco, ed è proprio quello che dobbiamo tutelare con questi accorgimenti:

  • Bere immediatamente dell’acqua;
  • Prediligere verdura (carote, cavolo, piselli, broccoli, fagiolini, patate al forno);
  • Evitare cibi difficili da digerire, piccanti, grassi, riscaldanti ed acidi;
  • Preferire mele, banane alla frutta secca o dal sapore acidulo;
  • Bere camomilla e tisane rilassanti (malva, aloe, melissa e passiflora);
  • Evitare bevande e cibi troppo caldi o troppo freddi;
  • Preferire cereali e composti integrali;
  • Mangiare carne magra cucinata al forno o sulla piastra (pollo, tacchino);
  • Non esagerare con i condimenti di pane e pasta;
  • Preferire cotture semplici come quella al vapore, ai ferri, alla griglia, alla piastra, al forno ed al cartoccio.

 

Esercizi e stile di vita
Può succedere che i dolori e bruciori di stomaco abbiano origini nervose e peggiorino a causa di forti stress, è dunque necessario calibrare le abitudini quotidiane per godere di periodi più tranquilli e non sovraccaricare lo stomaco. Tuttavia ci sono degli esercizi che potrebbero generalmente portare sollievo:

  • Praticare Yoga o Pilates;
  • Evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato;
  • Imparare tecniche di meditazione e autorilassamento (come tecniche di respirazione);
  • Non fumare e non abusare di alcol;
  • A seconda della propria inclinazione personale, scegliere delle attività fisiche che favoriscano il proprio rilassamento;
  • Non abusare con l’uso di medicinali come aspirina, ibuprofene, sedativi e tranquillanti.

Conosciamo la gastrite

Bruciori di stomaco frequenti e dolore alla parte superiore dell’addome sono spesso riconducibili alla Gastrite, un’infiammazione della mucosa gastrica molto comune nelle persone con età superiore ai 30 anni. Questa mucosa ha il compito di frammentare il cibo per la digestione e proteggersi dall’acidità e dall’autodigestione. Può trattarsi di gastrite acuta (se il disturbo appare per un periodo breve di tempo) oppure essere cronica (se perdura nel tempo). Le cause responsabili possono essere un’infezione da Helycobacter Pilori, stili di vita scorretti, gastrite autoimmune,  morbo di Crohn e tanto altro.

I sintomi riconoscibili possono essere, oltre a dolori e bruciori di stomaco, senso di indigestione, nausea, vomito ed in casi gravi sanguinamento.

Se la pratica di uno stile di vita sano non è sufficiente ad alleviare tali disturbi è consigliabile consultare un medico specializzato.

Gastroenterologia – Puglia Salute

peli superflui lightseer

Ceretta, luce pulsata, laser: tante false promesse. Stop alla ricrescita dei peli superflui!

Sentirsi a disagio per un dettaglio del nostro corpo che non ci piace pregiudica la nostra vita sociale e il nostro benessere psicofisico: questa condizione non è però irreversibile perché in nostro soccorso c’è la medicina estetica, che si occupa proprio di migliorare la qualità della vita intervenendo sugli inestetismi. Tra le prime cause di insoddisfazione del proprio aspetto, sia per donne che per uomini, ci sono i peli superflui, tanto odiati da farci ricorrere a ogni mezzo pur di eliminarli. I peli però ricrescono e ci sembra di non raggiungere mai l’obiettivo costringendoci a tornare periodicamente dall’estetista per sottoporci a ore di sedute con luce pulsata e laser dolorosi.

Cosa posso fare per eliminare per sempre i peli superflui?

Esiste, dunque, un modo per sbarazzarci per sempre dei peli? Sì, esiste, l’importante è affidarsi alla medicina e non all’improvvisazione, per questo occuparsi del problema è compito della medicina estetica e non di falsi profeti dell’addio al pelo superfluo. Il trattamento che garantisce fino al 90% una riduzione definitiva dei peli, dopo il ciclo di 5/6 trattamenti, è l’epilazione laser LightSheer, che si avvale di una tecnologia estremamente avanzata e potente, riconosciuta universalmente come Gold Standard, cioè la comunità scientifica ha definito questo tipo di trattamento come il più efficace. Non è un caso infatti che tale procedura di epilazione vanti il maggior numero di pubblicazioni sulle riviste scientifiche.

I vantaggi del trattamento laser LightSeer

Dopo aver provato tante soluzioni sarete sicuramente stanchi degli scarsi o non definitivi risultati per i vostri peli superflui, ecco perché LightSeer rappresenta la soluzione definitiva con i suoi molteplici vantaggi:

-Sicurezza

LightSeer è una tecnologia utilizzata solo in ambito medico, nessun altro “operatore di bellezza” può eseguire questo trattamento. Questo vuol dire non solo massima serietà, ma anche estrema attenzione al protocollo medico da seguire, la possibilità di essere seguiti da un medico specializzato, la certezza di non essere ingannati da false promesse.

-Trattamento indolore

Ogni trattamento di epilazione provato finora vi ha procurato dolore. Anche LightSeer mi farà male? Assolutamente no, perché LightSeer utilizza tecnologie avanzate mirate a eliminare ogni possibile dolore durante il trattamento: la Tecnologia HIT serve a ridurre al minimo la sensazione di calore sulla vostra pelle e la Tecnologia ChillTip utilizza un sistema di raffreddamento brevettato per rendere la pelle insensibile al momento dell’epilazione.

-Il trattamento dura poche sedute

I risultati non tardano ad arrivare, in poche settimane e nell’arco di 5-6 sedute vedrete la vostra pelle libera dai peli tanto odiati. In più la durata di ogni sessione è più veloce del 75% rispetto a una sessione media di epilazione.

-Risparmio

Anni di trattamenti dai risultati temporanei sono dispendiosi e non vi portano a raggiungere l’obiettivo: LightSeer vi farà risparmiare tutto quel denaro che altrimenti continuereste a spendere ogni volta che i peli ricrescono. Inoltre LightSeer utilizza una tecnologia a laser diodi a 810nm, che risulta più specifica e indicata per l’epilazione rispetto ai laser depotenziati utilizzati nei centri estetici.

-Lightseer è adatto a ogni tipologia di pelle

Avete una carnagione scura o siete abbronzati e vi chiedete se l’epilazione laser LightSeer può funzionare ugualmente? Certo, LightSeer agisce su tutti i tipi di pelle, sia che la vostra carnagione sia chiara che scura, sia che la vostra pelle sia secca o sensibile. La sicurezza del trattamento è tale da garantirvi anche la possibilità di esporre al sole la zona trattata senza alcuna ripercussione.

LightSeer è la soluzione definitiva al problema estetico dei peli superflui, ricordate che è un trattamento di epilazione laser che solo un medico specializzato può eseguire.

 

 

Se desideri conoscere i costi di tale trattamento chiama il (+39) 080 5537823 o clicca qui –>  LightSeer localizzato 

 

 

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